201504.02
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Regime Patrimoniale: Cina

CINA – REGIME PATRIMONIALE: REGIME LEGALE

 

 

Si chiede quale sia il regime patrimoniale legale in Cina.

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I rapporti patrimoniali dei coniugi sono regolati dagli artt. 17 e 18 della Legge sul matrimonio della Repubblica Popolare Cinese del 10 settembre 1980, i quali dispongono quanto segue:

“Art. 17 – I seguenti beni, ottenuti dai coniugi durante il matrimonio, costituiscono oggetto di proprietà comune:

1) salario e incentivi

2) utili provenienti da attività produttive o di gestione;

3) utili provenienti da diritti di proprietà intellettuale;

4) beni ottenuti da eredità o donazioni, salvo quanto stabilito nell’art. 18, numero 3), di questa legge (a patto che il testatore non abbia chiaramente indicato la volontà di attribuire natura personale al bene ereditario).

I coniugi godono di un uguale diritto di amministrare i beni oggetto di proprietà comune.

Art. 18 – Costituiscono oggetto di proprietà di uno dei due coniugi i beni in una delle seguenti situazioni:

1) i beni di ciascuno dei coniugi prima del matrimonio;

2) le somme, ottenute da uno dei coniugi a seguito di lesioni fisiche, come quelle destinate a spese per cure mediche, quelle ottenute a titolo di sussidio integrativo per invalidità e così via;

3) i beni provenienti da testamenti o da contratti di donazione in cui sia chiaramente espresso che debbano appartenere esclusivamente all’uno o all’altro coniuge;

4) gli oggetti di uso quotidiano utilizzati esclusivamente da uno dei coniugi;

5) gli altri beni che devono costituire oggetto di proprietà di uno dei coniugi”.

In tali norme manca un’indicazione esplicita della sorte dei beni acquistati dai coniugi durante il matrimonio.

Al fine di ricostruire la sorte degli acquisti effettuati dai coniugi durante il matrimonio, occorre fare riferimento alle regole interpretative emanate Corte Suprema del Popolo,         quali in particolare:

– l’art. 11 della “II interpretazione della Corte Suprema del Popolo concernente l’applicazione della Legge sul Matrimonio”, emanata il 25 dicembre 2003 ed entrata in vigore il 4 gennaio 2004, secondo cui “durante l’esistenza del matrimonio, formano oggetto di proprietà comune ai sensi dell’art. 17 della legge sul matrimonio i seguenti beni:

(1) i proventi derivanti dall’investimento di beni personali;

(2) i sussidi per la casa e il contributo pubblico per la costruzione di alloggi che le parti hanno effettivamente ottenuto o devono ottenere;

(3) l’assicurazione di dotazione, e i compensi per il risanamento del fallimento”;

– l’art. 7 della “III interpretazione della Corte Suprema del Popolo concernente l’applicazione della Legge sul Matrimonio” emanata il 9 agosto 2011 ed entrata in vigore il 13 agosto 2011, secondo cui, nel caso di acquisto di un immobile, successivamente al matrimonio, eseguito con denaro proveniente dalla famiglia di uno dei due sposi, il bene costituisce bene personale soltanto se viene resa la dichiarazione di cui all’art. 18, numero 3), della Legge sul matrimonio della Repubblica Popolare Cinese.

In assenza, quindi, di un’esplicita previsione relativa agli acquisti eseguiti durante il matrimonio dai due coniugi, considerato che:

– ai sensi dell’art. 18, sono espressamente qualificati beni personali soltanto quelli posseduti anteriormente al matrimonio;

– ai sensi dell’art. 11 della “II interpretazione della Corte Suprema del Popolo concernente l’applicazione della Legge sul Matrimonio” costituiscono beni comuni anche i proventi derivanti dall’investimento di beni personali e, quindi, presumibilmente saranno comuni anche i beni acquistati con il denaro derivante dalla vendita di beni personali;

– ai sensi dell’art. 7 della “III interpretazione della Corte Suprema del Popolo concernente l’applicazione della Legge sul Matrimonio” sono personali soltanto gli immobili acquistati con denaro della famiglia di uno dei coniugi, e a condizione che venga resa la dichiarazione che il denaro donato debba appartenere ad uno soltanto dei coniugi;

sembra potersi desumere che i beni acquistati durante il matrimonio siano destinati a cadere in comunione.

Resta, tuttavia, salva la possibilità di stipulare un’apposita convenzione matrimoniale.

L’art. 19 della Legge sul matrimonio della Repubblica Popolare Cinese stabilisce, infatti, quanto segue:

“Marito e moglie potranno pattuire per iscritto la comunione o la separazione totale o parziale di tutti I beni di cui erano titolari prima o dopo il matrimonio.

L’accordo di cui sopra sarà vincolante; se un terzo fosse a conoscenza di una convenzione di separazione dei beni, i debiti del marito o della moglie saranno pagati dai beni del coniuge debitore”.