201504.02
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Regime Patrimoniale: Emirati Arabi Uniti e Germania

EMIRATI ARABI UNITI E GERMANIA – REGIME PATRIMONIALE: LEGGE APPLICABILE

 

Si pone il seguente quesito: con atto del 22.07.2002 un cittadino tedesco, residente ad Amburgo e coniugato (matrimonio contratto in Inghilterra nel 1999) con una cittadina inglese anch’essa residente ad Amburgo, ha acquistato un immobile nel Comune di Servigliano.

Il cittadino tedesco, oggi residente a Dubai, è intenzionato a vendere al proprio coniuge (cittadina inglese, anch’essa residente a Dubai), la nuda proprietà del suindicato immobile.

Si chiede se sia corretto indicare che il regime patrimoniale tra i coniugi, vigente al momento dell’acquisto (2002) e ad oggi, sia quello della separazione dei beni.

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Per stabilire la legge nazionale applicabile al caso di specie, viene innanzitutto in questione l’art. 30 della legge 31 maggio 1995, n. 218, il quale prevede che i rapporti patrimoniali tra coniugi sono regolati dalla legge applicabile ai loro rapporti personali che, secondo l’art. 29 è la loro legge nazionale comune o, se hanno diverse cittadinanze o più cittadinanze comuni, quella dello Stato nel quale la loro vita matrimoniale è prevalentemente localizzata.

Si è al riguardo sottolineato come la concreta individuazione del luogo in cui la vita matrimoniale è prevalentemente localizzata è una questione di fatto che può risultare di difficilissima soluzione, sebbene questo coincida, nella normalità dei casi, con la residenza comune dei coniugi, intesa come residenza effettiva ed abituale (Salerno Cardillo, Regime patrimoniale tra coniugi nel diritto internazionale privato italiano, Collana CNN, Milano, 1998, 20).

Ciò posto, la disciplina dell’art. 30 della legge 218/1995 non esaurisce la questione, poiché il nostro sistema di diritto internazionale privato contempla anche l’istituto del rinvio (rinvio ad un altro ordinamento che può essere all’ordinamento italiano, c.d. “rinvio indietro”; ovvero ad un terzo ordinamento straniero, c.d. “rinvio oltre”. Cfr. Salerno Cardillo, Regime patrimoniale tra coniugi nel diritto internazionale privato italiano, cit., 14).

L’art. 13 della legge 218 stabilisce, infatti, che quando “è richiamata la legge straniera, si tiene conto del rinvio operato dal diritto internazionale privato straniero alla legge di un altro Stato: a) se il diritto di tale Stato accetta il rinvio; b) se si tratta di rinvio alla legge italiana”.

Invero, si deve dare atto della tesi che critica l’applicazione della regola del rinvio in tutti i casi in cui la regola di conflitto sia costituita dal criterio della localizzazione prevalente, poiché altrimenti ne verrebbe frustrata la finalità che è quella di consentire l’applicazione della legge “più adatta” alla fattispecie (Conetti, Rapporti personali fra coniugi, in AA.VV., La riforma del diritto internazionale privato, Napoli, 1997, 1175; Picone, La teoria generale del diritto internazionale privato nella legge italiana di riforma della materia, ibidem, 41 ss.; Mosconi-Campiglio, Diritto internazionale privato e processuale, I, Torino, 2010, 231).

Se, tuttavia, si dà rilievo al tenore letterale della norma, dovrebbe ritenersi applicabile anche al caso di specie la regola del rinvio di cui all’art. 13 (Viarengo, Rapporti patrimoniali tra coniugi, in Tratt. Preite, Torino, 2011, 797; Munari, Riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato, art. 13, in Nuove leggi civ. comm., 1996, 1022).

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In tal senso occorre allora tener conto anche delle norme di diritto internazionale privato dell’ordinamento al quale l’applicazione del criterio di collegamento conduce: nel nostro caso, le norme – o i principi – di diritto internazionale privato che valgono nell’ordinamento tedesco per il momento dell’acquisto considerato che la vita matrimoniale dei coniugi era a tale momento localizzata prevalentemente in Germania, e quelle degli Emirati Arabi Uniti di cui Dubai fa parte per l’atto che si intende oggi stipulare.

Per ciò che concerne le prime, ai sensi dell’art. 15 delle disposizioni introduttive al codice tedesco, il regime patrimoniale dei coniugi è regolato dalla legge che disciplina gli effetti del matrimonio, salva la possibilità di scelta di una diversa legge (Einführungsgesetz zum Bürgerlichen Gesetzbuche – Art 15 Güterstand

1) Die güterrechtlichen Wirkungen der Ehe unterliegen dem bei der Eheschließung für die allgemeinen Wirkungen der Ehe maßgebenden Recht.

(2) Die Ehegatten können für die güterrechtlichen Wirkungen ihrer Ehe wählen

  1. das Recht des Staates, dem einer von ihnen angehört,
  2. das Recht des Staates, in dem einer von ihnen seinen gewöhnlichen Aufenthalt hat, oder
  3. für unbewegliches Vermögen das Recht des Lageorts.

(3) Artikel 14 Abs. 4 gilt entsprechend.

(4) Die Vorschriften des Gesetzes über den ehelichen Güterstand von Vertriebenen und Flüchtlingen bleiben unberührt.

La legge regolatrice degli effetti del matrimonio è, ai sensi dell’art. 14 delle disposizioni introduttive al codice tedesco, quella della nazionalità comune dei coniugi o, in mancanza, quella di residenza abituale o quella dello Stato con cui hanno una maggiore connessione (Einführungsgesetz zum Bürgerlichen Gesetzbuche – Art 14 Allgemeine Ehewirkungen

(1) Die allgemeinen Wirkungen der Ehe unterliegen

  1. dem Recht des Staates, dem beide Ehegatten angehören oder während der Ehe zuletzt angehörten, wenn einer von ihnen diesem Staat noch angehört, sonst
  2. dem Recht des Staates, in dem beide Ehegatten ihren gewöhnlichen Aufenthalt haben oder während der Ehe zuletzt hatten, wenn einer von ihnen dort noch seinen gewöhnlichen Aufenthalt hat, hilfsweise
  3. dem Recht des Staates, mit dem die Ehegatten auf andere Weise gemeinsam am engsten verbunden sind).

Poiché, quindi, nel caso di specie i coniugi erano entrambi residenti in Germania, i rapporti patrimoniali erano, nel 2002, regolati dalla legge tedesca, la quale prevede, quale regime patrimoniale legale, quello della Zugewinngemeinschaft.

In base a tale regime, i beni acquistati durante il matrimonio non formano oggetto di un patrimonio comune, ma al momento dello scioglimento di tale regime sorge, in favore di ciascun coniuge ed a carico dell’altro, un diritto di credito ad essere compensato dei guadagni avuti in costanza di matrimonio (art. 1363 Bürgerliches Gesetzbuch).

Ne consegue, quindi, che in base a detto regime i beni acquistati durante il matrimonio formeranno oggetto della titolarità esclusiva del solo coniuge che è intervenuto in atto e che l’ha sottoscritto, il quale potrà poi compiere anche atti di disposizione in maniera autonoma, senza la necessità del consenso dell’altro coniuge.

L’art. 1365 Bürgerliches Gesetzbuch prevede, tuttavia, la necessità del consenso di entrambi i coniugi qualora uno di essi disponga di tutto il proprio patrimonio o comunque di singoli beni che costruiscano di fatto l’intero patrimonio (cosa che, ad esempio, potrebbe avvenire in caso di unico immobile di proprietà e patrimonio mobiliare modesto; sulla questione, v. Ockl, Prassi e costi dei trasferimenti immobiliari in Germania, in Studi e materiali, Milano, 2006, 675).

Per ciò che concerne, infine, la disciplina di conflitto dell’Emirato di Dubai, viene in questione il codice civile (Laws of civil transaction) dell’UAE, il quale, nell’ambito delle norme di diritto internazionale privato prevede all’art. 13 che gli effetti personali e patrimoniali del matrimonio sono soggetti alla legge nazionale del marito al momento della celebrazione del matrimonio (“The law of the state of which the husband is a national at the time the marriage is contracted shall apply to the effects or personal status, and the effects with regard to property, resulting from the contracting of the marriage”), che, quindi, rinvia ancora una volta al già visto regime patrimoniale della famiglia previsto dall’ordinamento tedesco.